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definizione Pop Art & frikkettone/ Tom Wesselmann 1964/ High Noon & Do not forsake me, oh my darlin' 1952/ Invasion of the Body Snatchers 1954-6/ mito Marilyn morta 1962/ Horst Faas premio Pulitzer foto Vietnam 1964/ Rolling Stones - You Can't Always Get What You Want 1969/ regole d'oro/ elenco Link /calendario Lezioni / Fasi consegne/ appelli d'esame & Link/ come fare una Bibliografia

in copertina: 

Invasion of the Body Snatchers - L'invasione degli ultracorpi, 1956, directed by Don Siegel, USA - The Body Snatchers, novel by Jack Finney1954 pubblicato a puntate su Collier's Magazine - Daniel Mainwaring adapted the screenplay fromJack Finney's science fiction novel.


1.
definizione Pop Art & frikkettone/ Tom Wesselmann 1964/ High Noon & Do not forsake me, oh my darlin' 1952/ Invasion of the Body Snatchers 1954-6/ mito Marilyn morta 1962/ Horst Faas premio Pulitzer foto Vietnam 1964/ Rolling Stones - You Can't Always Get What You Want 1969/ regole d'oro/ elenco Link /calendario Lezioni / Fasi consegne/ appelli d'esame & Link/ come fare una Bibliografia


Frikkettone, etimologia, definizione e significato

Frikkettone o Fricchettone: significato Italiano  negli anni '70 per identificare in maniera scherzosa un figlio dei fiori, un hippie, persona anticonformista, ribelle, anomalo, capriccioso, bizzarro, non comune. 
stravagante, bizzarro, drogato, strano, gay, etc. Adesso lo si usa anche per definire un tipo snob o antiquato, fuori moda, rimasto agli anni '70.
Sinonimi: 
insolito, anomalo, anormale, atipico, non rappresentativo, irregolare, fluky (= prodotto da serendipità casuale ma opportuno e tempestivo, fortuito, propizio), eccezionale, inspiegabile, bizzarro, queer (= tipo strano, insolito) particolarmente strano, bizzarro, imprevedibile, inaspettato, inatteso, sorprendente, raro, singolare, isolato; anomalia, aberrazione, rarità, stranezza, fatto insolito, colpo di fortuna, scherzo del destino

Parola nata coi movimenti giovanili degli anni '70, indicava l'anticonformista, il ribelle che rifiuta le regole sociali tradizionali imposte e le ideologie convenzionali e che di conseguenza si vestiva  in modo non convenzionale, anzi facendo - e ostentando con il proprio abbigliamento - una bandiera. Da qui il passo a identificare quelle persone che si vestivano in maniera appariscente e poi le persone che facevano uso di droghe. Oggi, rivoluzioni o contestazioni, fatte o no, rimane quell'evidente segnale formale sovente poco esibito: una ribellione interiore, forse comoda, sbandata e non particolarmente fertile. 

La denotazione del fricchettone, man mano si è andata rendendo molle, simpatica e superficiale: non indica quasi più una tendenza ideologica o una tensione morale. Indica un modo di vestire fra il trasandato e lo stravagante, una rilassata ed ironica inerzia progettuale.

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(*)dall'Inglese: freak modo colloquiale di riferirsi ai figli dei fiori. in Inglese indica una persona dall'aspetto o dal comportamento inusuale, qualcosa di strano, bizzarro, fuori dagli schemi: come appunto erano e sono visti i figli dei fiori.uno fuori dalla norma, anticonformista, mostro o "fenomeno da baraccone", un originale e un po' fumato.

a very unusual and unexpected event or situation.
the teacher says the accident was a total freak
sinonimi: unusual, anomalous, aberrant, atypical, unrepresentative, irregular, fluky, exceptional, unaccountable, bizarre, queer, peculiar, odd, freakish, unpredictable, unforeseeable, unexpected, unanticipated, surprising, rare, singular, isolated; anomaly, aberration, rarity, oddity, unusual occurrence, fluke, twist of fate


Pop Art

Il termine Pop degli anni '50 è riferito all'emergente cultura popolare, una sorta di liturgia celebrativa dello sviluppo della cultura consumistica popolare americana.
anonimo, Arte pop per le strade di New York City
"Negli anni Sessanta cultura Pop e stile di vita s'intrecciano strettamente. Il Pop caratterizza quelle vibrazioni di un'epoca che toccano tanto l'esistenza collettiva e i processi sociali quanto la sfera personale, un'atmosfera di fondo che programmaticamente si riflette nell'arte. Una tale sovrapposizione, un avvicinamento tra arte e vita così evidente e manifesta non ha quasi precedenti nella storia dell'arte, a eccezione forse della decadente esuberanza formale degli anni Venti." (Tim Osterwold, Pop Art-un movimento degli anni sessanta, pag.6, in: Pop Art, Taschen, MI, 1991) 

La Pop Art è un movimento artistico emerso a metà degli anni '50 in Gran Bretagna e alla fine degli anni '50 negli Stati Uniti. La Pop Art ha presentato una sfida alle tradizioni d'arte includendo l'immaginario dalla cultura popolare come la pubblicità, le news, ecc. Il materiale oggetto dell'espressione artistica è, a volte, rimosso visivamente dal suo contesto noto, isolato, e/o in combinazione con materiale estraneo. Il concetto di pop art si riferisce non tanto per l'arte stessa, come per gli atteggiamenti che portano ad esso.

La Pop Art è una corrente artistica che deriva dalla parola inglese "popular art" ovvero arte popolare, cioè cultura Pop e stile di vita. Il termine inglese è riferito al popolo come massa, quindi popolare, amato, che ha radici nella tradizione; ossia: abitudini e comportamenti consumistici della società di massa, consumismo, marketing, etc. ergo massiccia ristrutturazione della domanda/offerta di beni di consumo.

"Pop è una parola d'ordine vibrante, critica, ironia, già pronta a rispondere agli slogan dei mass media, le cui storie fanno storia, la cui estetica determina l'opera artistica e l'immagine del tempo, i cui cliché preconfezionati influenzano i comportamenti della gente.

...
Il Pop è un fenomeno culturale assolutamente occidentale, maturato nelle condizioni di capitalismo e tecnologia della società industriale. L'America è il centro di questa visione. La conseguenza per tutto il resto dell'Occidente, soprattutto per gli europei, è che la loro cultura viene americanizzata".
(Tim Osterwold, op.cit. pag.6)
Tom Wesselmann Interior No. 2, 1964, acrilico e collage, compresi ventilatore, orologio e luce fluorescente di lavoro, 152.40 x 121.92 x 12.70 cm, The Estate of Tom Wesselmann,, © Estate di Tom Wesselmann / SODRAC, Montreal / VAGA , New York (2012), Foto: Jeffrey Sturges.
Tom WesselmannStill Life No. 491964 Tecnica mista e montaggio a bordo (con vernice polimero e Grip-Flex vernice su plastica), 152.40 x 121.92 x 36.19 cm, Jombihis Corporation a / s Concepts Moda Inc. (Mugrabi Collection) , © Estate di Tom Wesselmann / SODRAC, Montreal / VAGA, New York (2012
cfr: http://arttattler.com/archivetomwesselmann.html

17 regole d'oro
USA 1952, direct by Fred Zinnemann, 1953 Oscar (oltre a Gary Cooper, miglior protagonista) per la miglior colonna sonora e miglior canzone originale music by Dimitri Tiomkin,  lyrics by Ned Washington, voice of title track song over the opening credits by Tex Ritter The Ballad of High Noon (or Do Not Forsake Me, O My Darlin‍' (*)/ non abbandonarmi...Tex Ritter - The Ballad of High Noon 1952 - YouTube -https://www.youtube.com/watch?v=5an9OuXKxBw 


1. font obbligatorio: COURIER, Courier New.
2. massima puntualità.

3. se la porta è chiusa, non entrare e non disturbare. Appena finita la comunicazione/ argomento, etc, verrà riaperta, poi di nuovo chiusa. etc.

4. non rivolgersi alla Docente con: "Si ricorda di me?", o "si ricorda che Le ho scritto?" etc etc.: perdiamo solo tempo. Meglio introdurre direttamente la questione.

5. evitare il pressing al plurale tipo: "noi", oppure "parlo anche a nome di altri", oppure mentre sto parlando con un allievo, intervenire dicendo "anch'io", "E' il mio stesso caso" etc.: perdiamo solo tempo. Ogni caso è diverso, tutti hanno diritto alla medesima attenzione. Soprattutto è meglio ascoltare, senza interrompere e può darsi che io possa evitare di ripetere qualcosa.

6. Non esiste colpa. si è in Facoltà per imparare, ognuno ha diritto di sbagliare quanto vuole e migliorare se vuole: ma i fatti restano e sono fatti, quindi se dico "questo Lei non l'ha svolto, realizzato o fatto", è una perdita di tempo attaccare con "ma io non ho potuto, ho pensato, ritenevo, ma lui invece, ma il mio gatto" oppure: "ma io ho seeeempre seguito le Sue Lezioni..." etc etc etc. Nulla cambia i fatti e non servono giustificazioni. Meglio darsi da fare e procedere. 
noi del design siamo pragmatici: funziona? mi piace? ok. Mai nessuno ha acquistato o scelto un oggetto perché il designer stava lì piagnucolando sui motivi, plausibili o no, del mancato funzionamento.

7. non iscriversi a doppie mail-list. Vi garantisco che 1 è sufficiente.

8. rispettare le scadenze, date con ampio margine e motivate. Bisogna imparare a rispettare i termini, visto che il progetto è un progresso continuo, lo stop è solo una tappa.

9. evitare approcci tipo "Lei quando c'è?" vista la trasparenza di orari, le pagine web d'ateneo e tutti i miei siti web ad uso didattico. 

10. capire i ruoli: chi è il Docente e chi l'Allievo; e, di conseguenza, chi sia a gestire tempistica e modalità di svolgimento dell'insegnamento.

11. evitare all'inizio della Lezione di accerchiarmi con le solite domande di cui sopra con l'aggiunta di qualche variante personale del tipo, in poche parole: "arrivo adesso, vorrei sapere che devo fare per superare l'esame". 
All'esame si accede e si supera quando abbiamo noi due: allievo e docente, raggiunto, insieme, la consapevolezza di aver compiuto un passo in avanti, conosciuto, compreso, valutato e concluso un qualcosa. Impossibile poterlo snocciolare in una breve formula che traduca il tempo in un anticipo producente. C'è un corso da seguire. tutto qui.
Ovvio che fornisco programmi, pdf scaricabarili con riassunti e siti web per qualunque informazione e, sempre durante la Lezione, anche brevi e meno brevi ricapitolazioni. 
Soprattutto non ho intenzione di perdere la prima mezz'ora di ogni Lezione con i NUOVI-VENUTI a discapito di quelli che puntuali sono e sono stati già in aula per lavorare. Anche qui non serve la tiritera di cui sopra con l'aggiunta, altrettanto superflua, se non dannosa nella perdita di tempo per l'intero gruppo in aula, "scusi scusi", "ma io ma io", o peggio: "ma nessuno me l'ha detto", "non lo sapevo". meglio aiutarmi con i cavi, le chiavi, il videoproiettore e tutta la baracca dell'approntamento simil-tecnologico.

12. Ovvio che anche fuori dall'aula, in avvicinamento ad essa, nei corridoi, al bar etc, valgono le medesime raccomandazioni: evitare i tragici "Scusi, posso disturbarLa?" etc. evitare i protagonismi. basto io.

13. ad ognuno il proprio mestiere: io non sono gli Uffici della Segreteria Studenti, né il Presidente del corso di Laurea. Davvero tante cose non le so, non posso saperle, o le dimentico. io so solo che se premo un tasto sul mio laptop compare la schermata dell'elenco degli allievi regolarmente iscritti alle Mail-List. e mi basta. Quindi utilizzare il tempo comune per considerazioni e diatribe sui "si potrebbesi dovrebbe" e "ma perché, ma perché non?", capisco tutti i tipi di disagio, soprattutto il mio, ma meglio mettersi al lavoro.

14. se possibile, evitare di fingere. sono stata allieva anch'io ed ho poi avuto migliaia di studenti: conosco anche troppo bene l'indifferenza mascherata etc etc. parleranno i fatti, ovvero i prodotti.

15. tenere sempre presente, o almeno è presumibile, che siamo insieme legati da scelte di affinità ed interessi culturali, dove non è prevista noia, sopportazione, bensì il privilegio della passione, entusiasmo, e fiducia.

16. ... it's getting late quando dico: "pausa", intendo anche per me!
17. lo riscrivo, nella speranza di non dover ripetere sempre le stesse cose. 

Marilyn Monroe muore il 5 agosto 1962 a Brentwood, distretto di Los Angeles nella celebre villa che l'attrice aveva comprato per 90.000 dollari, situata nella West Los Angeles, 12305 Fifth Helena Drive.



Apocalypse Now1979, USA, diretto da Francis Ford Coppola
(Il capitano Willard (Martin Sheen), a proposito della guerra in Vietnam:
"Accusare un uomo di omicidio quaggiù era come fare contravvenzioni per eccesso di velocità alla 500 Miglia di Indianapolis.")
Marlon Brando, nato il 3 aprile 1924 a  Omaha, Nebraska, USA è il colonnello Walter Kurtz
La guerra durò dal 1960 al 1975 con il progressivo coinvolgimento degli Stati Uniti soprattutto a partire dal 1962, sotto l’amministrazione democratica di John Fitzgerald Kennedy e poi, dal 1968, con il suo successore Lyndon Johnson. Si concluse con la caduta di Saigon, capitale del Vietnam del Sud, conquistata dall’esercito di Ho Chi Minh. 

Fu una delle più lunghe e sanguinose del '900, diede origine a un enorme movimento pacifista e diventò la prima grande sconfitta militare nella storia degli Stati Uniti. È stata la guerra più rilevante combattuta dagli Stati Uniti dopo la Seconda guerra mondiale ed è stata anche al centro di buona parte della cultura pop dell’epoca e degli anni successivi, raccontata in una miriade di libri, canzoni, film, articoli di giornale e fotografie. Nel 1955 Ngô Đình Diệm depose l’imperatore e proclamò la Repubblica del Vietnam, una dittatura anti-comunista e cattolica che venne appoggiata dagli Stati Uniti, i quali volevano arginare l’espansione del comunismo nella regione. Il regime di Diệm si dimostrò molto oppressivo e nel 1960 venne fondato il Fronte di liberazione nazionale – i cui combattenti diventarono i famosi Vietcong – un movimento di Resistenza che puntava a liberare il Sud e a riunificare il paese sotto il governo comunista di Hồ Chí Minh.
cfr.: cfr.: La guerra in Vietnam finì 40 anni fa - Il Post - http://www.ilpost.it/2015/05/01/40-anni-guerra-vietnam/

Horst Faas, fotografo dell'Associated Press, due volte premio Pulitzer. Tedesco di nascita, i suoi scatti iconici sulla guerra del Vietnam gli hanno fatto vincere il premio giornalistico più prestigioso nel 1964


You Can't Always Get What You Want



You Can't Always Get What You Want
No, you can't always get what you want
You can't always get what you want
You can't always get what you want
But if you try sometime you find

You just might find
You get what you need

(*)(*)-
Tipo album
Pubblicazione
registrata tra il 16 e 17 novembre del 1968 in collaborazione con il "London Bach Choir" è stata inserita dalla rivista Rolling Stones al 100º posto nella sua lista delle 500 migliori canzoni di tutti i tempi.

Rolling Stones You Can't Always Get What You Want Glastonbury 2013 - YouTube - https://www.youtube.com/watch?v=MkzVeXrkXGw&list=RDMkzVeXrkXGw
The Rolling StonesGlastonbury Festival Worthy Farm, Pilton Somerset, UK
29th June 2013

Lyrics:

riferimenti a Link di recenti piattaforme didattiche web attivate 
riferimenti al Corso di Design 2015/16:
http://designfrikkettone2.blogspot.it/
http://designfrikkettone3.blogspot.it/
http://designfrikkettone4.blogspot.it/
          
riferimenti al Corso di Design 2013/14:
1
DESIGN 2013/14 n 1 prof POLIDORI - Design and Evolution of Experimental Prototypes Suggested - http://design-cecilia-polidori-2014-1.blogspot.it/
2
DESIGN 2013/14 n 2 prof POLIDORI - Design and Evolution of Experimental Prototypes Suggested - http://design-cecilia-polidori-2014-2.blogspot.it/
3
DESIGN 2013/14 n 3 prof POLIDORI - Design and Evolution of Experimental Prototypes Suggested - http://design-cecilia-polidori-2014-3.blogspot.it/

calendario Lezioni




A.A. 2016-2017
Sessione Estiva 
I Appello - dal 5 Giugno al 16 Giugno 2017
II Appello - dal 19 Giugno al 30 Giugno 2017

15 Lezioniminimo di presenze:
(70/71% di 15 = 10,5/10,65) ossia 11 presenze/Lezioni.
La presenza è verificata sull'elenco degli iscritti alla Mail-List del corso.

Le iscrizioni alla Mail-list del corso scadono quindi - per ottenere il minimo delle presenze - h 10:30 del 15 Novembre 2016 (utile per la presenza alla 5a Lezione del 17 Novembre).



link Bibliografia 
freak & pop design . design frikkettone:Bibliografia & testi consigliati (in aggiornamento) 
- http://designfrikkettone.blogspot.it/2015/09/bibliografia-testi-consigliati.html


come fare una Bibliografia 
vedi: DEEPS DESIGN by Cecilia Polidori: come fare una bibliografia - http://deeps-design.blogspot.it/p/come-fare-una-bibliografia.html

come fare una bibliografia aggiornata con riferimenti ai banner delle Lezioni& Dispense


font obbligatorio
Courier, Courier New

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(*) Lyrics:
Do not forsake me, oh my darlin'
On this, our wedding day.
Do not forsake me, oh, my darlin'.
Wait... wait along.
The noonday train will bring Frank Miller.
If I'm a man, I must be brave.
And I must face that deadly killer,
Or lie a coward... a craven coward.
Or lie a coward in my grave.
Oh, to be torn 'twixt love and duty!
Supposin' I lose my fair-haired beauty!
Look at that big hand move along, nearing high noon.
He made a vow while in state prison,
Vowed it would be my life or his, and
I'm not afraid of death, but oh, what will I do if you leave me?
Do not forsake me, oh, my darlin'
You made that promise when we wed.
Do not forsake me, oh, my darlin'
Although you're grievin', I can't be leavin'
Until I shoot Frank Miller dead.

Wait along... wait along... wait along...

______________________
(*)(*)
I saw her today at the reception
A glass of wine in her hand
I knew she would meet her connection
At her feet was a footloose man
No, you can't always get what you want
You can't always get what you want
You can't always get what you want
But if you try sometime you find
You get what you need
I saw her today at the reception
A glass of wine in her hand
I knew she was gonna meet her connection
At her feet was a footloose man
You can't always get what you want
You can't always get what you want
You can't always get what you want
But if you try sometimes well you might find
You get what you need
And I went down to the demonstration
To get my fair share of abuse
Singing, "We're gonna vent our frustration
If we don't we're gonna blow a 50-amp fuse"
You can't always get what you want
You can't always get what you want
You can't always get what you want
But if you try sometimes well you just might find
You get what you need
I went down to the Chelsea drugstore
To get your prescription filled
I was standing in line with Mr. Jimmy
And man, did he look pretty ill
We decided that we would have a soda
My favorite flavor, cherry red
I sung my song to Mr. Jimmy
Yeah, and he said one word to me, and that was "dead"
I said to him
You can't always get what you want
You can't always get what you want
You can't always get what you want
But if you try sometimes you just might find
You get what you need
You get what you need--yeah, oh baby
I saw her today at the reception
In her glass was a bleeding man
She was practiced at the art of deception
Well I could tell by her blood-stained hands
You can't always get what you want
You can't always get what you want
You can't always get what you want
But if you try sometimes you just might find
You just might find
You get what you need
You can't always get what you want
You can't always get what you want
You can't always get what you want
But if you try sometimes you just might find
You just might find
You get what you need

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